PROPRIO NON CI SIAMO, CARO SEB
- Simone Marchetti Cavalieri
- 9 giu 2022
- Tempo di lettura: 1 min
Io ti stimo caro Seb, l’ho sempre fatto. Sono forse uno dei pochi che ha compreso le reali motivazioni tecniche dietro la tua crisi degli ultimi periodi Ferrari e che, in qualche modo, ti ha difeso da quei poveracci che credevano (e probabilmente tutt’ora credono) tu ti fossi rincoglionito nel giro di una stagione.
Ma ti prego, piantala. Stai diventando insopportabile.
Non abbiamo bisogno dell’ennesimo buonista da quattro soldi che fa retorica spiccia sui soliti argomenti da radical chic.
Non sei iscritto a nessun social network per fare l’alternativo, ma i “like” facili li insegui comunque.
Prima il dichiarare che correresti a Bathurst anziché a Las Vegas. Certo, dopo le lamentele per la sicurezza di Spa dello scorso anno ti crediamo proprio. Ce l’hai presente dove sono i muri a Bathurst, no? Ma per piacere.
Ora, invece, te ne esci con un “serve un pilota gay in Formula 1”.
Per tua informazione, un pilota gay in Formula 1 c’è stato e ha corso 28 Gran Premi tra il 1971 e il 1973, quando tu non eri ancora nato.
Era un rispettato “racer” britannico dichiaratamente omosessuale che rispondeva al nome di Mike Beuttler.
In un mondo certamente più grezzo e con tanti problemi, certo, ma sicuramente immerso in meno ipocrisia e senza personaggi pubblici che si elevavano a paladini di comunità e minoranze che conoscevano a malapena.
Tutto ciò accade ora, invece, con dichiarazioni e simboli variopinti piazzati qua e là solo per forzato dovere morale, tanto da decontestualizzarne il significato.
Pensa alla tua carriera Seb, altrimenti la mascherina arcobaleno resterà l’unica nota di colore dei tuoi ultimi anni in Formula 1.
© Simone Marchetti