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GP AUSTRALIA: NORRIS SVETTA NEL CAOS, FERRARI SPROFONDA

  • Immagine del redattore: Redazione
    Redazione
  • 17 mar
  • Tempo di lettura: 4 min


Implacabile. Come raramente gli era accaduto nelle fasi più calde delle gare passate. Lando Norris ha offerto una prova di spessore a Melbourne, imponendosi in una corsa che ha messo a dura prova nervi e strategia. La gara, iniziata con pista bagnata, ha visto il passaggio alle gomme slick prima di un nuovo ritorno alle intermedie a causa della pioggia. E in mezzo, una serie di safety car che hanno continuamente azzerato il vantaggio di chi guidava la corsa. Ma Norris ha saputo gestire ogni situazione con freddezza, conquistando con merito la sua quinta vittoria in carriera, coronando un weekend perfetto dopo la pole position numero dieci della sua storia in Formula 1.


Determinante nella sua impresa il supporto del suo ingegnere di pista, William Joseph. Norris ha saputo controllare il compagno di squadra Oscar Piastri, che sulle ali del tifo di casa ha sognato il colpo grosso. L’australiano ha provato ad avvicinarsi, sperando in un’opportunità quando Verstappen era ormai lontano, ma Norris ha risposto con autorità, dimostrando di avere il pieno controllo della situazione. McLaren, in un 2024 che sembra segnato da una mentalità più pragmatica, ha evitato inutili lotte interne, invitando Piastri a rispettare le gerarchie. Segnale che Zak Brown e Andrea Stella sono consapevoli di poter puntare al bersaglio grosso e non vogliono sprecare punti per strada.


Quando la pioggia è tornata a cadere nel finale, Piastri ha commesso un errore fatale, finendo in testacoda e compromettendo una gara che sembrava saldamente nelle sue mani. Da secondo si è ritrovato in nona posizione, perdendo così un podio che pareva scritto. A beneficiarne è stato Max Verstappen, autore di una prova maiuscola nonostante una Red Bull-Honda apparsa meno competitiva della McLaren. Dopo una partenza brillante, in cui ha superato Piastri e ha messo pressione a Norris, l’olandese ha perso terreno fino a ritrovarsi a oltre 15 secondi di distanza. Ma il caos degli ultimi giri lo ha riportato in gioco. Ha provato il tutto per tutto, mettendo Norris sotto pressione negli ultimi chilometri, ma stavolta l’inglese ha risposto da campione, costringendo Verstappen ad accontentarsi del secondo posto.


In casa Red Bull, il weekend di Liam Lawson è stato tutt’altro che memorabile. Dopo aver impressionato con la Racing Bulls, il neozelandese ha vissuto un debutto opaco con il team di Horner. Problemi tecnici, qualifiche sottotono e una gara difficile lo hanno portato a concludere contro un muro, un epilogo da dimenticare. Ora avrà la chance di rifarsi a Shanghai.


Sul podio è salita anche la Mercedes con George Russell. Il britannico ha gestito bene la corsa, approfittando dell’errore di Piastri per agguantare il terzo posto. La vera sorpresa, però, è stata Andrea Kimi Antonelli. Partito sedicesimo, l’italiano ha dato spettacolo con una rimonta straordinaria, arrivando addirittura a sfiorare il podio prima di essere penalizzato con cinque secondi per una ripartenza insicura dai box. Penalità poi revocata dopo la revisione dei commissari, consentendogli di mantenere un incredibile quarto posto. Una prestazione che conferma il suo talento, già mostrato nelle vittorie sul bagnato in F2 e nelle categorie minori.


Giornata positiva anche per la Williams, grazie al quinto posto di un solido Alexander Albon, capace di evitare errori su un asfalto insidioso. Il team inglese poteva sognare un doppio piazzamento in zona punti, ma Carlos Sainz ha commesso un errore clamoroso, finendo a muro in regime di safety car. Un colpo di scena difficile da spiegare per un pilota della sua esperienza.


Sesto Lance Stroll, che grazie a una strategia azzeccata ha sfruttato al meglio il caos finale. Il canadese ha saputo tenere testa a Fernando Alonso per buona parte della gara, prima che lo spagnolo commettesse un errore fatale finendo a muro. Una giornata nera per i piloti iberici, visto anche il passo indietro della Ferrari.


Leclerc e Hamilton sono partiti in quarta fila, pagando una SF-25 difficile da mettere a punto, tra sovrasterzo e sottosterzo. Se in qualifica si parlava di una strategia più incentrata sulla gara, i risultati della domenica non hanno dato ragione alla Scuderia. Leclerc ha faticato a lungo in quinta posizione, prima di finire ottavo a causa di un pit-stop tardivo e un testacoda. Hamilton ha chiuso decimo, troppo lontano dai vertici per poter essere soddisfatto. Si attende Shanghai per capire se Ferrari potrà davvero dire la sua o se i proclami invernali resteranno solo parole.


Pierre Gasly ha lottato con grinta con la Alpine-Renault, sfiorando la zona punti prima di essere superato nel finale da Piastri e dalle due Ferrari. Male invece Jack Doohan, fuori gara al primo giro. La Racing Bulls ha vissuto una giornata difficile, con Tsunoda che ha perso un piazzamento in top 10 a causa di un pit-stop problematico e Hadjar fuori ancora prima di partire, finendo contro le barriere nel giro di ricognizione. Un esordio da incubo mitigato dal gesto di Anthony Hamilton, che nel paddock ha consolato il giovane pilota in lacrime.


A chiudere la classifica, le Haas-Ferrari, lontane dalla competitività per tutto il weekend. Nemmeno la pioggia è riuscita a ribaltare i valori in campo, lasciando Esteban Ocon e Oliver Bearman in difficoltà per tutta la gara. Per il giovane inglese, un fine settimana da dimenticare dopo gli incidenti nelle prove libere.


Melbourne ha confermato che la McLaren è una realtà solida e che Norris è pronto a giocarsi il titolo. La Ferrari, invece, dovrà trovare risposte in fretta, mentre Verstappen ha dimostrato di essere sempre un avversario temibile, anche quando la sua Red Bull non è al massimo. Il campionato è appena iniziato, ma le gerarchie sembrano già prendere forma.




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