BRIEFING F1: GP CINA
- Simone Marchetti Cavalieri
- 21 mar
- Tempo di lettura: 2 min

Un passo falso si può sempre correggere, ma un secondo errore potrebbe complicare tutto. È con questa mentalità che molti team, Ferrari in primis, si preparano al fine settimana di Shanghai: un’occasione per dimostrare che la deludente prestazione australiana è stata solo un inciampo e non un segnale preoccupante. La SF-25 ha lasciato qualche dubbio, ma se davvero il suo potenziale è superiore a quanto visto a Melbourne, adesso è il momento di confermarlo.
L’obiettivo principale? Un weekend senza intoppi, senza alibi e con condizioni meteo favorevoli. Se dopo le prove libere dovessero emergere dichiarazioni su presunte scelte strategiche conservative, allora l’allarme sarebbe più che giustificato.
Vincere un Mondiale non significa solo dominare le gare, ma anche evitare errori gravi. Ferrari ha già commesso un passo falso con una strategia discutibile che ha compromesso un piazzamento utile. Tuttavia, il campionato è lungo e un weekend negativo non definisce un’intera stagione. Basti ricordare il 2022, quando Ferrari sembrava lanciatissima dopo la vittoria a Melbourne, salvo poi perdere terreno. Per restare in lotta, serve continuità e precisione nelle decisioni cruciali.
Al momento, McLaren sembra avere tra le mani il pacchetto tecnico più completo. La sua monoposto si è dimostrata efficace su diversi fronti, e se Piastri continuerà a supportare Norris, il team potrebbe consolidare rapidamente la sua posizione di vertice. La domanda è: l’australiano continuerà a giocare da gregario o sarà battaglia aperta tra i due?
Intanto, Mercedes e Red Bull non restano a guardare. Il team di Woking è già sotto i riflettori per presunti vantaggi nella gestione delle gomme e nell’aerodinamica, accuse che arrivano proprio da squadre che in passato hanno sfruttato ogni possibile zona grigia del regolamento. La Formula 1 è sempre stata fatta di polemiche e giochi di potere, ed il paddock non si chiama “circus” per caso.
La tappa cinese è un’opportunità di rilancio per molti piloti. I rookie devono dimostrare di essere all’altezza, mentre alcuni veterani cercano di ribadire il loro valore. Hadjar, ad esempio, ha già ricevuto critiche poco lusinghiere da Helmut Marko, un giudizio che potrebbe pesare sul suo futuro. Alonso e Hamilton affrontano situazioni diverse ma ugualmente delicate: il primo ha subito una sconfitta interna contro Stroll, mentre il secondo ha vissuto un weekend difficile con un potenziale Ferrari che appare ancora un’incognita.
E Verstappen? Con una Red Bull meno dominante rispetto al passato, il tre volte campione del mondo sembra più rilassato. Meno tensione, stessa velocità, e un inizio di stagione comunque positivo. Se la RB21 tornerà ai livelli della scorsa stagione, la concorrenza avrà di che preoccuparsi.
Due scenari possibili: o Ferrari dimostra di essere ben più competitiva di quanto visto in Australia, oppure la McLaren conferma di avere già un vantaggio significativo. Nel primo caso, il campionato rimane aperto; nel secondo, il dominio papaya potrebbe iniziare a delinearsi.
Infine, una nota di tristezza: la scomparsa di Eddie Jordan, fondatore della storica scuderia che ha segnato un’epoca in Formula 1. Il motorsport perde una figura carismatica, simbolo di un’epoca più spontanea e combattiva. Tempi diversi, ma con la speranza che la passione per le corse resti immutata.
© Simone Marchetti Cavalieri